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FAQ – Domande Frequenti

 

Cosa è Progetto X?

Perché un’associazione dovrebbe partecipare?

Ma una grossa associazione non diventa dominante?

Di chi è la proprietà del simbolo?

Chi concede o toglie l’utilizzo del simbolo?

A chi viene concesso l’uso del simbolo?

In altri movimenti ci sono stati problemi di concorrenza tra gruppi della stessa città, come Progetto X regolamenta la questione?

Il presidente dell’associazione è anche il portavoce politico?

Perché i rappresentanti regionali non sono uno per provincia ma in quota parte?

Un problema in altri soggetti politici sono le votazioni online non verificabili, voi come risolvete il problema?

Tutti gli utenti registrati a Progetto X sono automaticamente iscritti all’associazione?

C’è una quota di iscrizione economica? 

Come si finanzierà Progetto X?

Cosa succederà fino al congresso X?

 

Se avete altre domande scrivete a faq@progettox.it e le aggiungeremo qui con le risposte.


  • Cosa è Progetto X?

Progetto X è un percorso, una proposta organizzativa, il risultato di un laboratorio di idee.

Progetto X nasce dall’impulso di alcuni senatori della componente Movimento X del gruppo misto del Senato e da Progetto 8 giugno, entrambi tesi a contribuire al ritorno allo scopo originario del Movimento 5 Stelle, cioè quello di permettere ai cittadini italiani di contribuire alla vita politica italiana ridondando loro dignità di protagonisti, incentivando il merito, la responsabilità, l’etica comune.

L’idea fondamentale di Progetto X è che la mutazione strutturale del M5S sia stata possibile anche e soprattutto grazie all’assenza di regole condivise che garantissero la costruzione di una proposta politica partecipata, consapevole.
La scelta del percorso, quindi, nella sua prima fase ha anteposto le regole ai contenuti, in un certo senso, non stravolgendone però gli ideali originari.

Questi ideali, successivamente, sono stati raccolti da tutti coloro che vi hanno lavorato in una serie di principi statutari e politici ben chiari, espressi nel codice etico e nella lettera di intenti, sempre aperti però al confronto democratico interno.

Per questo, Progetto X si sviluppa autonomamente sia da Movimento X che da Progetto 8 Giugno raccogliendo contributi molteplici per costruire e proporre una proposta organizzativa che possa raggiungere un equilibrio fra democrazia diretta e democrazia rappresentativa, responsabilità collettiva e individuale, diritti e doveri individuali e collettivi, pluralità e unità.

Nella sua seconda fase, quella attuale, offre le regole statutarie e pratiche alla rielaborazione collettiva e democratica, sperando questa permetta di migliorarle e razionalizzarle, dedicandosi alla elaborazione della proposta politica-programmatica.

La speranza di Progetto X è che il lavoro svolto possa offrire spunti di lavoro alle tante micro-realtà politiche già presenti sul territorio e ai molti gruppi civici e sociali, democratici, autonomi e indipendenti che stanno nascendo, prevedendo la conclusione del progetto attraverso un’assemblea costituente ampia che sancisca la nascita di un nuovo soggetto politico nazionale in grado di ritornare ad offrire una speranza di futuro al nostro Paese, a cui Progetto X faccia da colonna portante.

  • Perché un’associazione dovrebbe partecipare?

L’associazione mantiene la propria indipendenza, ma i propri iscritti, iscritti anche a Progetto X, possono partecipare democraticamente alla competizione politica, godendo, se superati i processi di selezione democratica, della massa critica di tutti.

L’unione fa la forza.

Ovviamente questo vale anche per i progetti che Progetto X potrà sviluppare, in termini di risorse ed energie.

  • Ma una grossa associazione non diventa dominante?

L’ipotesi di dare alle associazioni un valore “di voto” pesato è stata subito scartata, perché eticamente e politicamente inaccettabile da chi professa lo schema democratico “una testa un voto”.

 

Il “potere” che un’associazione numerosa potrebbe avere se iscrivesse tutti i propri soci a Progetto X verrebbe moderato dalla struttura
federale, dalla rappresentanza regionale e dalla democrazia partecipativa.

Inoltre l’associazione dovrebbe investire in grandi risorse numeriche di iscritti e, a questo punto, non avrebbe bisogno di Progetto X.

  • Di chi è la proprietà del simbolo?

La proprietà del simbolo è di tutti gli iscritti.

Chi concede o toglie l’utilizzo del simbolo?

Il Coordinamento nazionale o regionale di pertinenza, posto che l’Assemblea nazionale o Regionale degli iscritti abbiano perfezionato l’accettazione dell’organizzazione locale all’interno della federazione.

A chi viene concesso l’uso del simbolo?

A tutti i gruppi e le organizzazioni che ne facciano richiesta secondo lo specifico iter previsto, che ne accerti la compatibilità statutaria, la democraticità, e non vi siano ragioni ostative.

In altri movimenti ci sono stati problemi di concorrenza tra gruppi della stessa città, come Progetto X regolamenta la questione?

Possono esistere diversi circoli (e associazioni federate) nella stessa città, ma le loro denominazioni devono permettere una facile distinzione. La Commissione regionale di garanzia è competente a dirimere eventuali questioni, ma le metodologie democratiche previste consentono la partecipazione a tutti, con alleanze o confluenze.

Il presidente dell’associazione è anche il portavoce politico?

Si, il Presidente Coordinatore nazionale è rappresentante legale dell’associazione e la rappresenta politicamente.

Perché i rappresentanti regionali non sono uno per provincia ma in quota parte?

Per cominciare con un numero congruo e ragionevole nella costituzione dell’Assemblea dei rappresentanti, ma comunque proporzionale e rappresentativo del numero degli abitanti. Attualmente ne sono previsti 58.[1]

Un problema in altri soggetti politici sono le votazioni online non verificabili, voi come risolvete il problema?

Tutte le votazioni online sulla piattaforma principale nazionale saranno di tipo palese[2] e i risultati saranno quindi verificabili da ogni singolo iscritto. Sui grandi numeri è difficile che si creino tensioni e dominanze psicologiche all’interno dei gruppi. A livello locale e in situazioni dove i votanti sono pochi e si votano “persone” i regolamenti indicano infatti metodi di voto web segreto (sotto l’autonomia dei gruppi) o metodi con voto cartaceo. Abbiamo verificato l’efficacia di piattaforme di altro tipo, per il voto segreto, di enti esterni e certificati.  Alcune le suggeriamo e le utilizziamo già (nVotes). Altre piattaforme potrebbero presentarsi nel corso del dibattito fino al Congresso.

Tutti gli utenti registrati a Progetto X sono automaticamente iscritti all’associazione?

E’ bene distinguere tra utente REGISTRATO e utente ISCRITTO al sito. Gli utenti semplicemente registrati al sito possono partecipare praticamente a tutto sulle varie piattaforme e sui Social-Forum ma le decisioni deliberative saranno prese dagli utenti registrati che avranno chiesto anche di volersi iscrivere a Progetto X nel modulo di registrazione, e, dopo aver sottoscritto il CODICE ETICO, concluso positivamente la fase di accettazione. Gli utenti Iscritti possono creare gruppi di lavoro e coordinamento regionali e locali, con relativi forum.

C’è una quota di iscrizione economica? Al momento no, ma sarà presumibilmente prevista in futuro se l’associazione dovesse crescere e/o superare il congresso.  Per ora è gratuita. Alcuni gruppi sul territorio offrono invece ai propri iscritti l’opzione tra il pagamento di una quota annuale e la garanzia di un certo numero di ore prestate come attivismo di “servizio”.

Come si finanzierà Progetto X?

Con le quote associative, con il crowdfunding e le donazioni degli eletti (non obbligatorie) e di tutti.

Cosa succederà fino al congresso X?

Progetto X vuole costituirsi passo passo crescendo nel numero degli iscritti e dei partecipanti. Fino al congresso le linee politiche, lo statuto e i documenti verranno discussi e emendati (lo sono stati già più volte). Con il congresso si sceglieranno le basi definitive e si darà il via alla federazione con un nome nuovo, per un simbolo e per un Logo di riconoscimento per le associazioni federate.

CON IL CONGRESSO E IL LAVORO DI TUTTI, TUTTO, PIATTAFORME COMPRESE, POTRA’ CAMBIARE, MA DEMOCRATICAMENTE, SENZA CAPIBASTONE E PRIMEDONNE.

[1] Dal confronto con Progetto Federale, che ne proponeva 1 solo per regione, in una forte struttura federale, si è passati ad una mediazione iniziale con il numero di province, anche se la rappresentatività migliore si avrebbe per circoscrizioni che tengono conto della popolazione residente. Nulla vieta però che in fase di assemblea costituente si decida di passare a questo tipo di rappresentatività. Non dimentichiamo però che il modello punta comunque ad un forte intervento e controllo democratico degli iscritti in toto.

[2] Questo è auspicabile per le scelte di linea politica ma il voto segreto potrebbe essere molto importante in altri casi (es. pochi iscritti, voti sulla persona, etc etc).

 

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